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martes, 25 de enero de 2011

“E TU CHE COSA FARESTI CON ME?”



Un nuevo escándalo erótico-festivo salpicó a Silvio Berlusconi. A nadie le interesa qué haga el gordito en su intimidad, pero resulta que es el primer ministro italiano, nada menos.

Una investigación de la Fiscalía de Milán que tiene como principal testigo a una chica marroquí de 17 años llamada Ruby R, ha vuelto a sacar a la luz los pormenores de la vida privada del impune primer ministro italiano.

La joven asegura haber acudido en tres ocasiones como invitada a Arcore, la villa que Il Cavaliere tiene en las afueras de Milán. Y al parecer ha explicado con todo lujo de detalles a los magistrados el 'bunga-bunga', como supuestamente Berlusconi llama a las fiestas con decenas de jovencitas que tienen lugar en sus residencias privadas...





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Este breve preámbulo es para darle lugar a la poesía, el arte, la vida. También es para contar que Berlusconi está enojado con todos los que no entienden que él es poderoso, tiene plata, mucho poder, y hace lo que se le cantan las pelotas, capito?

El siguiento texto lo enojó mucho a Il Cavaliere... ¿Se habrá sentido scoperto?


    ... “Amo il mio lavoro, voi non dite così? Lo faccio volentieri, mi piace. Io glielo racconto, certo, ma tanto vedrà che poi non lo scrive. Le puttane vanno compatite perché poverette sono costrette dalla povertà dal degrado dalla necessità e se lo fanno è colpa dei papponi che le sfruttano e degli uomini che le pagano, difatti loro non sono colpevoli, per la legge: sono colpevoli gli sfruttatori e in qualche caso in qualche paese i clienti. Loro sono vittime, se potessero scegliere farebbero certamente le insegnanti o le brave madri di famiglia, no?, vorrebbero una bella cucina un salotto col divano a elle un buon marito che torna a casa la sera e le bacia dicendo ciao amore come va. Le cassiere al supermercato, come faceva mia madre, anche. La logica è questa, fa comodo pensare così. Invece no, non è vero.

    Io faccio la puttana: non sono una puttana, è diverso. Lo faccio perché rende molto e costa poco, lo faccio part time solo la mattina, il pomeriggio vado in giro sto col mio ragazzo se lui è libero, la sera faccio la babysitter a due bambine, ogni tanto, due bimbe bellissime gli riguardo i compiti e gli leggo i libri e le metto a letto che la mamma non può, fa l’avvocato, torna tardi.


    Lo faccio perché mi sento di dare qualcosa a qualcuno che ha bisogno, anche, ci crede? È così. Non voglio fare la parte dell’assistente sociale della crocerossina del medico umanitario, ci mancherebbe, anche se so di cosa parlo perché da ragazza io poi quella cosa lì l’ho fatta, sono andata a vent’anni nella ex Jugoslavia in un campo di una Ong a fare la volontaria, un’estate l’ho fatto. Ma questo non c’entra. Dico che gli uomini che vengono qui io li vedo, ci passo il tempo, vedo le loro pance gonfie i denti storti, le cravattone che gli servono a fare finta di essere importanti, le scarpe quadrate che mi fanno pena. Nei vecchi vedo la pelle vizza e il pisello moscio, la loro vergogna e la loro ostinazione a dimostrare che ce la fanno ancora, nei giovani vedo la maschera che si mettono e dietro tutte le paure.

    Ci sono quelli che vogliono che ti gli dica solo di no, ce n’è uno che viene qui tutti i martedì vuole che io lo respinga, vuole che gli dica scusa ma proprio non posso ho i minuti contati ho altro da fare, vuole che gli dica: ho due minuti, conto fino a 120 e poi te ne vai. Mi metto davvero a contare, quando sono verso 30-35 gli viene duro, io conto gli dico 90 il tempo sta per scadere e lui lo mette dentro, gli dico 110 e lui spinge, corre, sente che non ha più tempo, che fra dieci secondi mi toglierò da lì e me ne andrò. Gode così. A volte ci riesce, non sempre. Poveretto. Penso sempre chissà cosa gli hanno fatto da piccolo. Chissà chi è che se ne è andato e non lo ha voluto. Torna in un posto della sua memoria, da qualcuno che non lo vuole, questo penso. Lo aiuto. Poi certo dopo si vergogna, mi tratta freddamente, a volte male: sono il suo imbarazzante testimone. Poveretto...


    "Cristina"
    è un capitolo tratto dal libro "Malamore, esercizi di resistenza al dolore" di Concita De Gregorio, pubblicato due anni fa, nel 2008 (Mondadori). L'intervista a Cristina è stata raccolta nell'autunno 2007.

    Lo spettacolo teatrale tratto dal libro è in scena al Tieffe teatro di Milano fino al 30 gennaio, interpretato dal Lucrezia Lante della Rovere. Poi sarà in tournée in tutta Italia.


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La última: el jefe de gobierno italiano Silvio Berlusconi, acusado por la fiscalía de prostitución de menores y abuso de poder, insultó a un periodista de la televisión que conducía un programa sobre el caso y llegó a calificar el programa de "prostíbulo televisivo".

"Infame", "repugnante", "despreciable", fueron los insultos que Berlusconi lanzó por teléfono al periodista Gad Lerner, presentador del programa L'Infedele, a quien acusó de "deformar la realidad" y usar "falsas tesis, lejanas de la realidad y de la verdad".

El jefe de gobierno (no confundir con Mauricio Macri que está casado con Awada, la explotadora textil), que perdió completamente el control, intervino en el programa de forma espontánea para defender sin freno a una de las involucradas en el escándalo, la técnica dental y asesora de su partido Nicole Minetti, de 26 años, acusada también de inducción a la prostitución y de reclutar a las jóvenes que participaban a cambio de dinero en las fiestas privadas del multimillonario primer ministro.


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El jefe de gobierno italiano se encuentra en medio de uno de los peores escándalos de su carrera política tras haber sido acusado, el 14 de enero, por la fiscalía milanesa de prostitución de menores y abuso de poder.

El primer ministro es investigado por el caso de la joven marroquí, conocida como Ruby R ("Ruby robacorazones"), a quien se le atribuye haber mantenido relaciones sexuales pagadas con el jefe de gobierno cuando era menor de edad.

Berlusconi negó las acusaciones y contraatacó a los jueces, a los que acusó de perseguirlo "injustamente" con "fines políticos".

¿NO te suena hiperconocido?

Las bravuconadas de Berlusconi se parecen bastante a las de .


Daniel Mancuso

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