viernes, 26 de noviembre de 2010

MI LESBIANA FAVORITA






La rocker Gianna Nannini oggi ha partorito. Ha dato alla luce a Penelope. La neonata –dicono i medici– sta bene e la madre anche. È alla clinica Madonnina di Milano.

Mamma a 54
e con la fecondazione assistita, la scelta della rockstar senese susciterà discussioni tra chi è favorevole e chi no. Magari la possibilità di scelta dovrebbe esistere per tutte le donne. Nel suo caso diventa anche un fatto mediatico. Intanto la contrada di Siena cui appartiene ha esposto la bandiera con il fiocco rosa fuori dalla sede come vuole tradizione per ogni neomamma contradaiola.

Una settimana fa Gianna si era fatta fotografare da Vanity Fair col pancione e indossando t-shirt con la scritta «God Is A Woman», cioè «Dio è donna» e aveva pubblicato la lettera in cui diceva: «Ti chiamerò Penelope perché mi hai aspettato tanto prima di nascere».

La piccola ha aspettato e la mamma è in ottime condizioni. «Sta bene ed è molto felice –racconta Enrico Semprini, il ginecologo che ha assistito nel parto la cantante 54enne- «Il parto è stato agevole, avvenuto soltanto una decina di giorni prima della data prevista».

Gianna ha partorito poco prima di mezzogiorno. «La bambina pesa poco più di due chili e mezzo ed è nata il giorno del compleanno della nonna», ha aggiunto il medico. «È andato tutto bene, con la Nannini c'era tutta la famiglia, tutti erano molto felici, era la gioia di qualcuno che è riuscito a portare a termine un progetto che aveva da tanto».







«Una donna che partorisce a quell'età ha bisogno, dopo la nascita, di non essere abbandonata sia a livello medico che psicologico», osserva il presidente della Società italiana ginecologi ospedalieri (Sigo), Giorgio Vittori. «Anche se non sarà certo il caso della Nannini, che sarà attentamente seguita sotto tutti i profili –annota- una donna che partorisce a quell'età deve essere monitorata, controllata e considerata.

Si tratta infatti di un evento che cambia radicalmente la propria vita, e che va affrontato anche con il supporto di specialisti per evitare rischi di depressione post partum».

Quanto alla nascita, secondo Vittori «si tratta di un evento eccezionale che ha coinvolto una donna altrettanto eccezionale». Per il presidente della Sigo una gravidanza a 50 anni «richiede una particolare attenzione e monitoraggio. Anche se una donna è sana -conclude- l'età è di per sè un fattore di rischio, perché le caratteristiche biologiche di una donna di 50 anni non sono quelle di una di 25».





















Daniel
Mancuso



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