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viernes, 5 de noviembre de 2010

DONNE DELL` AMERICA LATINA
















Michelle, Cristina, Laura e adesso Dilma.

L'America Latina: donne e progresso con Dilma Rousseff, Michelle Bachelet , Cristina Fernández e Laura Chinchilla Miranda.

L’America Latina è delle donne. Donne con storie diverse ma tutte profondamente intense. Donne capaci e risolute in grado di guidare grandi paesi verso il progresso economico e sociale. br L'elezione della ex guerrigliera Dilma Rousseff a presidente del Brasile dà idealmente il cambio alla presidenza di Michelle Bachelet appena terminata in Cile. Intanto, sono capi di governo in Argentina e Costa Rica, rispettivamente Cristina Fernández de Kirchner e Laura Chinchilla Miranda.

E così, nell'America Latina dove per decenni il potere era monopolio del 'machismo', oggi sono diverse le donne che occupano incarichi di prestigio, anche ai vertici dello Stato e delle istituzioni pubbliche. Rousseff si prepara ad entrare nel ristretto club delle 'mulheres' piu' potenti del mondo, insieme alla cancelliere tedesca Angela Merkel e alla segretario di Stato Usa, Hillary Clinton e a rappresentare il suo paese nei vertici internazionali, tra i quali quelli dei paesi Bric (Brasile, Russia, India, China), il gruppo degli Stati ormai ex emergenti, da tempo potenze di prima linea.

A rilevare qualche giorno fa l'importanza di un suo arrivo al 'Planalto', sede della presidenza, e' stata la stessa ex guerrigliera Dilma: ''Tutte le brasiliane potranno dire di voler diventare presidente'', ha sottolineato, aggiungendo che negli ultimi anni ''noi donne siamo uscite di casa per studiare e lavorare, smettendo cosi' di essere solo casalinghe, diventando per esempio infermiere, assistenti sociali, psicologhe. La mia elezione aprira' una nuova strada'', aveva assicurato.

A caratterizzare le elezioni brasiliane c'e' stato tra l'altro non solo il duello finale tra Dilma e Jose' Serra, ma la nascita di un nuova star della politica nazionale: un'altra donna, e cioe' l'ecologista amazzonica Marina Silva, che al primo turno un mese fa aveva avuto quasi il 20% dei voti, strappando un mare di voti alla Rousseff, con la quale ha per anni mantenuto un rapporto difficile politicamente e di antipatia sul piano personale.

In Sudamerica, Dilma puo' quindi raccogliere il testimone dalle mani della cilena Michelle Bachelet, che all'inizio dell'anno ha concluso il suo mandato al palazzo della Moneda, e da qualche settimana ha avuto l'incarico di presiedere un organismo dell'Onu interamente dedicato proprio alle tematiche relative alle donne.

In queste ore si e' d'altra parte parlato molto di un'altra 'presidenta' sudamericana, Cristina Fernandez, che guida l'Argentina dalla Casa Rosada, rimasta vedova qualche giorno fa, dopo la morte del marito e predecessore, Nestor Kirchner.
L'ex presidente argentino è morto a causa di una crisi cardiorespiratoria.

Nell'America Centrale, a febbraio e' stato il turno di Laura Chinchilla, primo capo dello Stato del Costa Rica, mentre da qualche giorno la capitale del Peru', Lima, ha un nuovo sindaco: la docente Susana Villaran, del partito di sinistra Fuerza Social. Tra le piu' note presidenti donne dell'America Latina c'e' l'argentina Maria Estela Martinez, piu' conosciuta come Isabelita, che prese il potere nel 1974, dopo la morte del marito, Juan Domingo Peron.

Isabelita rimase poco tempo alla Casa Rosada, periodo che segno' l'ultimo drammatico capitolo prima dell'arrivo, nel 1976, della dittatura militare che fini' per essere sinonimo dei 'desaparecidos'. Molto nota fu infine, nei primi anni '90, la nicaraguense Violeta Chamorro, vedova di Pedro Chamorro, ucciso dagli uomini del dittatore Somoza: vinse le elezioni nel 1990 battendo Daniel Ortega, il comandante sandinista oggi al potere a Managua.



Daniel Mancuso

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